Utente: jmarx
ENGLISH VERSION

Dopotutto
ci sono i secondi
che presi in mano
diventano poesie
scrivimi

Leggi il mio Manifesto


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Le poesie pubblicate in questo sito sono coperte da copyright ai sensi della legge 22/4/41 n.633. Ne è vietata la riproduzione o l'utilizzo senza la mia autorizzazione.
Licenza Creative Commons.

*loading* dettagli sono passati di qui


23/10/2009
 
Reading Nigredo Poesia
23/10/2009 Ex Manicomio padiglione 31piazza S.Maria della Pietà,5  ROMA ore 21

 
L'anoressia dell'esistenza
di Andrea Lucheroni (jmarx)




I

Nelle quattro mura
c'è la mia quadra esistenza
e un orizzonte
così sorpreso a guardare
ogni volta

l'alba a basso consumo
della lampadina ad incandescenza
e poi di colpo
l'elettrico tramonto
chiodato da un click


II

Ho perso il conto dei giorni.
Eppure mi sembra di sentirlo, il sapore di quella bistecca.
Ultimo, germe dei sensi.
Il problema è il cibo. Ci controllano con quello.

Qui la vita, scontiamola questa condanna,
col cibo parassita che costruisce fibre nell'Essere.
Nidifica tra le sinapsi, inchiodando la mente al corpo.
E diventa pensare di vedere, sentire, decidere.

Diventa la cosa giusta.
Diventa bianco e nero.
Diventa pure un dio, che pare salvarci

Lì ho capito
Ero incastrato a vedere l'Eterno Ritorno su uno schermo
In una storia ciclica, che non fa che ingoiarsi.
Lì ho capito
Di non capire, che Qui, non siamo uomini.
Non siamo bestie. Nemmeno siamo!

E noi.
Porci all'ingrasso di niente, deterioriamo il tempo,
nella fatica di tentare -di essere-.

E "Non mangerò più niente" gridavo illuminato, quando vedevo ancora carneombre cinesi
su questa mia scatola. E pensavo di decidere, allora.

Ma quando i respiri iniziarono ad essere così intensi da vedersi scorrere
come costole
Persino il battito era diventato visibile.

-Il corpo deve essere una proiezione-

Ma anche l'aria era contaminata.
L'ho immaginato nell'ultimo vano tentivo di scegliere. “Chiudi il naso”.
Lei ha scelto per me.
Fuggendomi i polmoni,con l'astuzia di chi sa
che il non essere, proprio non può
Essere.


III

E se fossimo riflesso di un pensiero incastrato
tra lo sguardo di qualcun altro e questa riva
allora sarebbe illogico il dolore che è respiro
nel lento annegarsi al divenire del vento .


E se peggio fossimo illusione senza pensiero
assetati del proprio sguardo tanto da esisterlo
allora sarebbe illogica l'idea di poter divenire
nel lento annegarsi alla morte del vento.

L'ideale sarebbe Essere appena
senza sentire l'affanno del respirare
del ruotare e dell'esplodere
eterno teatrino dell'universo
(immobile contrazione)

e invece non siamo altro che ricordi di gravità!
Negativi di foto mai scattate lentamente
che scorrono, fissati dalla luce dell'ombra
e accecati, perchè senza nessuno che li guardi
(muoversi immobili)


IV

Il ticchettio delle circostanze si sarebbe adagiato sugli occhi (avendoli...)
proprio come un lenzuolo a stendersi posterotico
il lenzuolo sommesso delle aspettative


quello che ha finito di darsi un tempo, loro lo chiamano spazio

e rimane tutto piegato pure, tirandolo smanioso in tutte le direzioni

acuto bisbiglio che rizza le superfici, un brivido
strilla l'indegna eutanasia della vista
e le pungenti cose guardate.

Cosa c'è da guardare, poi
tutto si ruota così vorticosamente
che ogni luna è un'assenza, nelle proprie scavate orbite!


V

Quando
del continuo smuoversi
l'universo si autocompiace

una serie di presenti sovrapposti
a forza di espandersi
si spinge fino all'orlo

l'orlo dell'Era sempre stato
prima
dell'idea di cascata
prima appena
dell'autocoscienza
prima ancora
di tutti i passati

l'inequivocabile orlo
sorretto da ironiche
ridenti colonne d'ercole
lustrate in ragione dei sensi

l'orlo che è il centimetro
tra contenitore e contenuto
l'orlo che di un decollo
è il punto critico
e l'ultimo

dove riflettere

l'unico possibile presente
quello codardo che
convinto di aver visto niente
ritorna

continuando la linea del tempo


VI

Alla fine

la morte smise di morire
stancastremata da routine millenarie
al suo posto l’odore schiacciato di metropolitana

girava il tornello semprevuoto, a scatti di tempo,
btpom btpom btpom
andare e stornare, come un’ironia obliterata due volte
non c’era essere che potesse sentirli i fenomeni e ripeterli
figuriamoci una poesia

Poesia, non esiste niente
e niente potrebbe esistere: nemmeno una tale verità
esisterebbe, se potesse un nonniente, esistere così


un verso

con questo carico d’aspettative
che insistentemente
ci atterra e affanna, a chiamare vita
mulini a vento


VII

C’è

sulla riva
incasellata delle circostanze
quella schiuma leggera di sabbia scavata

la titubanza delle cose

col piede la calpesta nuda
e gelida
come improvvisa e inversa
un’onda

l’estetica del vuoto sempre pieno
ruotata in questo compromesso codardo
che dorme filosofie ad occhi aperti

approssimandosi


Scritto da: jmarx | link | clicca per lasciare commenti (7)
19/10/2009
Nigredo
Reading Poetico


Venerdì 23/10/2009 ore 21.00-23.00 ROMA Ex-Lavanderia del "Santa Maria della Pierà" Padiglione 31 Piazza Santa Maria della Pietà 5

con

Maria Grazia CALANDRONE, Luigi Romolo CARRINO, Gianluca CHIERICI, Claudio COMANDINI, Irene LEO, Andrea LUCHERONI (Jmarx Poetry), Bianca MADECCIA, Nina MAROCCOLO, Faraòn METEOSÈS, Jacopo NINNI, Vinicio PASQUALI, Tiziana Cera ROSCO



Il reading poetico "Nigredo Poesia" si colloca come evento all'interno della collettiva d'arte contemporanea NIGREDO che è stata inaugurata il 15 Ottobre presso le ex lavanderie del Santa Maria della Pietà a Roma e si concluderà il 31 dello stesso mese.
Il progetto, nato da un’idea di Barbara Collevecchio a cura di Lori Adragna, Barbara Collevecchio e Micol Di Veroli, prevede l'intervento di 30 esponenti della scena italiana ed internazionale che tramite le loro variegate esperienze artistiche mostrano al pubblico la straordinaria nascita del processo creativo, un momento mistico e purificatore dove sofferenza e determinazione si mescolano insieme come formule esoteriche per dar vita a nuove fantasie visive.

A cura di Nina Maroccolo

Premessa


“Le mie radici si agitano in cielo, più sotto nella terra i miei frutti / Si inturgidiscono, schiumano, si sforzano /Di penetrare la vita”

WILLIAM BLAKE
°°°

Nell’ampia gamma dei misteri alchemici, la nigredo è la fase forse più aspra e difficile.
Perché l’Opera al Nero è un punto d’arrivo. Ed è stata proprio una scrittrice oracolare, quale Marguerite Yourcenar, a far “romanzo” di quel travaglio e farne trasfusione, così incarnato nel saggio Zénon: “L’universo detto magico era costituito da attrazioni e repulsioni obbedienti a leggi ancora misteriose, ma non necessariamente impenetrabile all’umano intelletto. La calamita e l’ambra, sembravano, tra le sostanze note, le sole che rivelassero a mezzo quei segreti che nessuno aveva ancora esplorato e che un giorno forse avrebbero tutto chiarito” […].
Oggi e per tutti gli autori di NIGREDO Poesia: Maria Grazia CALANDRONE, Luigi Romolo CARRINO, Gianluca CHIERICI, Claudio COMANDINI, Irene LEO, Andrea LUCHERONI (Jmarx Poetry), Bianca MADECCIA, Nina MAROCCOLO, Faraòn METEOSÈS, Jacopo NINNI, Vinicio PASQUALI, Tiziana Cera ROSCO, l’arte è calamita è ambra. E la poesia – materia prima, radici e segreti, luce e folgore, fango e abisso. Il nero fino al bianco, tutta l’ombra del sole, la polvere dell’aria – e ogni Adamo, ogni Eva che rinasce. E ancora si guarda intorno, non riconosce né terra né Eden, né purgatorio né paradiso.
Il Sole resta ancora dentro, materia d’oro][ sangue nero di luce.


La serata

All’appuntamento raggiunto col Terzo Millennio, tra fine della Storia e approdo futuribile e in progress d’un consapevole “eterno ritorno” – la poesia sta stretta alla poesia. E la luce alla luce, giacché essa più che mai ha bisogno d’ombra, di capire la propria, di trasmutare la nostra. Come nei misteriosi processi alchemici, ogni illuminata albedo esige il travaglio, il rito fertile della sua nigredo – per epurarsi da dentro, riavviare una vera crescita. Vale per tutte le arti, fra stile e pensiero, e tanto più per l’uso e il destino di ogni genesi lirica. Questo evento, incontro ed happening, teatro gnomico e pantomima contemporanea – gioca e scommette sulla contaminazione tra arti, linguaggi, espressioni, performances, teatralizzazioni, videoproiezioni, musica live, letture – approda a un modo di fare poesia totalmente altro rispetto alle canoniche declamazioni dei fini dicitori, ma anche dei poeti inveterati, stancamente convinti che la parola [il significante], semini e irradi sempre il proprio significato.
Qui il significante – secondo la vecchia diatriba tra filosofi e linguisti – contiene e riassume sempre il significato, e viceversa. È un modo di porre, onorare la poesia in modo sinestetico e intrecciato, perché essa finalmente arrivi ai sensi, alla mente e al cuore del pubblico, come anelito stesso creativo e dinamico; che per partenza ha la parola ][per traguardo – l’emozione. Passando per immagine, suono, voce, pulsione, desiderio, silenzio, grido – un grido fiero e nobile – di tutto ciò che è, e torna a essere umano.
Nina Maroccolo

All'evento ci sarà la presentazione della rivista "Ctonia"
Uno speciale ringraziamento a Fabio Taloni di ex lavanderie
http://www.facebook.com/event.php?eid=133210064434&ref=ss

Scritto da: jmarx | link | clicca per lasciare commenti